Noi Pastafariani sappiamo che pregare è importante.

Cerimonia del Mercoledì Pastafariano nel luogo di culto El Bodeguero a Fisciano (SA)Sì, è vero, il Prodigioso Spaghetto Volante non ascolta le nostre preghiere anzi se ne frega proprio. Ha cose più importanti da fare. Però le preghiere dei Pastafariani sono diverse: non si tratta di sussurrare filastrocche al proprio amico immaginario, ma di celebrarlo cibandosene in abbondanza, da soli o meglio ancora in compagnia di amici (quelli in carne ed ossa, s’intende) e familiari, innaffiandolo con abbondante Bevanda Sacra di nostra preferenza.

Per noi Pastafariani pregare è un rito quotidiano indispensabile. Se non lo facessimo ci sentiremmo rapidamente senza forze, ne sentiremmo un bisogno intenso, quasi fisico –anzi proprio fisico– che parte da un punto dentro di noi, un punto che non è la sede dell’anima, ma la bocca dello stomaco. Se ci astenessimo dal pregare per lunghi periodi potremmo anche deperire fino alle più estreme conseguenza. 

Ma oltre che indispensabile, la preghiera è per noi un piacere sopraffino. I Pastafariani non conoscono il peccato e meno che meno il peccato di gola. 

Da sempre i Pirati Pastafariani pregano in ogni dove. A casa, al lavoro, al ristorante, con un panino veloce al bar o seduti ad una tavola imbandita di tutto punto. Non importa. Ogni cibo che ingeriamo si trasforma all’istante nel corpo del nostro Dio per il Mistero della Transustanziazione del Tortellino. L’atto stesso di cibarsi è preghiera. Il rito della preparazione del Cibo è Sacro. Probabilmente anche solo pensare al cibo è una forma di estasi religiosa. Se ci fossero delle statue della nostra divinità, invece di piangere, queste sbaverebbero alla vista del cibo.

Ogni luogo può essere un luogo di preghiera e quindi un luogo di culto. La più umile delle cucine è la Casa del Prodigioso. Il più raffinato dei ristoranti sulla Guida Michelin è anch’esso un luogo di orazione. Quando si tratta di pregare, i Pirati pastafariani non si formalizzano sui dettagli, non hanno bisogno di genuflettersi o orientarsi con la bussola verso un punto qualsiasi del globo. Con uno sgabello e un tavolaccio basta.

Perché allora certificare i luoghi di culto?

La risposta non va cercata tra i libri di cucina o nelle Sacre Fritture ma nelle tavole della Legge. Lo Stato italiano sembra infatti avere una predilezione per i luoghi di culto formalmente stabiliti. Pare che altre religioni siano solite costruire grandi templi in onore delle loro divinità e che lo Stato favorisca questa pratica offrendo ingenti benefici sotto forma di esenzioni dalle imposte sugli immobili dedicati al culto.

Pensate che la sola Chiesa Cattolica si beneficia di una riduzione di imposte sugli immobili stimata in circa 620 milioni di Euro all’anno, a cui vanno aggiunti altri 200 milioni di Euro sotto forma di immobili di proprietà dello Stato che vengono adibiti a luoghi di culto a titolo gratuito. Mica bruscolini! (Cfr. http://www.icostidellachiesa.it)

La cosa deve essere molto importante per il nostro legislatore e noi non vogliamo certo dargli un dispiacere. Uno dei requisiti che ci vengono chiesti per presentare domanda di riconoscimento della nostra religione è infatti il patrimonio immobiliare della nostra Chiesa. Sembra che lo Stato sia molto preoccupato del fatto che possiamo disporre di immobili adeguati a garantire le nostre funzioni. 

Considerando i nostri sottili standard morali, i dilemmi etici dovrebbero essere problemi poco frequenti per i Pastafariani, tuttavia in questo caso non possiamo non considerare le parole che il Prodigioso stesso ha dettato al Cap. Mosey sul Monte Sugo. Il 6º Condimento parla chiaro:

“Io preferirei davvero che tu evitassi di erigere chiese/templi/moschee/santuari multimilionari in onore della mia Spaghettosa Bontà poiché tali soldi potrebbero essere meglio spesi per (fai la tua scelta): sconfiggere la povertà, curare le malattie, vivere in pace, amare con passione o ridurre il prezzo delle pay-Tv. Posso anche essere un essere onnisciente dai carboidrati complessi, ma apprezzo le cose semplici della vita. Dovrei saperlo, no? Io SONO il Creatore!”

Non dovremmo essere costretti ad impiegare soldi per assicurare un patrimonio immobiliare alla Chiesa Pastafariana quando potremmo usarli per ridurre il prezzo delle pay-TV. La quesitone è seria. Per dirimerla sarebbero necessari dei giuristi esperti o molti boccali di birra e, com’è noto, i boccali di birra sono più economici e meno noiosi dei giuristi esperti.

Abbiamo quindi deciso di creare il Registro dei Luoghi di Culto Pastafariani d’Italia con l’obbiettivo di certificare i luoghi dove i pastafariani si riuniscono a pregare e a svolgere i propri riti religiosi. Siamo interessati soprattutto ai luoghi di preghiera collettiva, perché come ha detto il Prodigioso:

“Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a un gruppo di spogliarelliste alle pendici del Vulcano di Birra, invece.”

Vorremmo poter disporre di un registro ufficiale da consegnare alle autorità per dimostrare che la nostra religione dispone di adeguati Luoghi di Culto in modo analogo a ciò che stiamo facendo con il Registro dei Pastafariani Italiani, che servirà a sua volta per documentare la diffusione della nostra religione in ogni angolo della penisola, isole comprese e il numero dei fedeli. 

Va da sé che, quando avremo ottenuto il riconoscimento da parte dello Stato, chiederemo anche un’intesa in cui si stabilisca che i nostri Luoghi di Culto godano dello stesso trattamento di favore che il fisco garantisce a quelli di altre religioni.

Ogni pastafariano che lo desideri può suggerire un Luogo di Culto da certificare che verrà subito incluso nella Mappa dei Pastafariani e dei Luoghi di Culto d'Italia. Naturalmente dovremo poi verificare che sia adeguato alle funzioni religiose e agli alti standard alimentari che la nostra fede richiede. I Frescovi saranno responsabili del processo di certificazione. La cosa è molto seria. Per dirla con le parole di San Al Zarkawi: “se no so’ boni tutti.”

Chiamiamo quindi a raccolta i più intrepidi e devoti pirati affinché ci segnalino mense, ristoranti, bar, osterie, bettole e qualunque altro luogo in cui siano soliti riunirsi a celebrare le loro funzioni.

Nel menu “Servizi”, troverete i moduli di iscrizione al Registro dei Pastafariani Italiani e l’opzione per proporre un luogo di culto da includere nel Registro dei Luoghi di Culto Pastafariani d’Italia.

Che l’Untuosità del nostro Spaghettoso Creatore vi ricopra e vi protegga.
La Pasta sia sempre con voi.