LETTERA
Cara piratessa,
sono un vostro simpatizzante e ti scrivo davvero non allo scopo di fare polemica, ma proprio di condividere dubbi. Mi chiedo se non siate troppo severi.
Anche io come voi sono favorevole a uno Stato laico, eppure una sorta di romanticismo mi impone di interrogarmi se è giusto o necessario che le scuole evitino di allestire i presepi o di intonare canti di Natale in rispetto dei bambini non cattolici presenti nelle scuole.
La religione è un aspetto culturale come un altro e così come ci sono tradizioni letterarie o musicali prevalenti, esistono religioni prevalenti, a seconda delle epoche e dei luoghi.
Davvero non trovi che sia giusto illustrare ai bambini l’esistenza e i contenuti della tradizione religiosa del loro paese? E non è giusto che i bambini di altre nazionalità ne siano a conoscenza, proprio per integrarsi meglio?
Non riesco a capire dove sia il problema. I commenti lasciati su facebook non mi aiutano a comprendere.
Spero di non risultare antipatico….
[lettera anonima]
RISPOSTA
Caro amico,
non sei antipatico. Abbiamo delle cose in comune!
Anche io amo le tradizioni popolari. Amo il presepe, ad esempio, molto più che l’albero. Il presepe napoletano è ricco di personaggi, spesso satirici. Come potrei rinunciarci? Non solo. Ogni anno, faccio il possibile per partecipare alla Madonna delle Galline, una tradizione religiosa molto sentita nella mia zona. Ne sono da sempre affascinata, ha sentore di antico nella misura in cui mescola sano e profano. La tamurriata è una danza trascinante e impetuosa. Come potrei rinunciarci?
Verso le religioni, quindi, animata da una passionale formazione umanista, ho una forte curiosità antropologica. Anche a me piace che siano conservate le tradizioni: intorno ad esse, pietanze, musiche, balli, dialetti si tramandano, generando cultura e identità locali.
Tuttavia ti invito a riflettere sulla reale funzione della scuola. (altro…)


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