Preghiere

In questa sezione pubblichiamo le preghiere inviateci dai fedeli, frutto della genuina fede pastafaraiana e ispirate (probabilmente) dal tocco della Pappardellosa Appendice del Prodigioso Spaghetto Volante. Segnalateci le preghiere che ritenete meritevoli e le pubblicheremo.

Da quando il Prodigioso mi ha toccato
Sono devoto a birra e carboidrato
Sempre ti mangerei, Piadina mia
E in questa notte stellata
Lo senti il pirata che canta per te

Piadina mia, col squacquerone
di te il pirata fa indigestione
quando ti penso
devo tornare
al baracchino
sulla statale

Piadina, piadina mia
Se mangio te
Poi grido AHRRR!!

(Beverendo Gnocchetto Shardana, Macropannocchia Romagnola)

Er mortorio

Appresso ar mio num vojo visi affritti,
e pe’ fa’ ride pure a ‘st’occasione
farò un mortorio con consumazione…
in modo che chi venga n’approfitti.

Pe’ incenso, vojo odore de soffritti,
‘gni cannela dev’esse un cannellone,
li nastri – sfoje all’ovo e le corone
fatte de fiori de cocuzza fritti.

Li cuscini timballi de lasagne,
da offrì ar momento de la sepportura
a tutti quelli che “sapranno” piagne.

E su la tomba mia, tutta la gente
ce leggerà ‘sta sola dicitura:
"Tolto da questo mondo troppo al dente”.

Il funerale

Dietro al mio non voglio visi afflitti
e per far ridere pure in quest'occasione
farò un funerale con consumazione...
in modo che chi venga ne approfitti.

Per incenso, voglio odore di soffritti,
ogni candela dev’esse un cannellone,
i nastri – sfoglie all’uovo e le corone
fatte di fiori di zucca fritti.

I cuscini timballi di lasagne,
da offrire al momento della sepoltura
a tutti quelli che “sapranno” piangere.

E sulla tomba mia, tutta la gente
ci leggerà questa sola dicitura:
"Tolto da questo mondo troppo al dente”.

di Aldo Fabrizi

Pasta Nostra
Che ci fai fieri
Sia insaporito il tuo nome
Sia al dente la tua soavità
Come in acqua così al forno
Dacci oggi il nostro pranzo quotidiano
E servici anche la cena
Come noi la serviamo ai veri intenditori
E non ridurre la tua dose
Ma lievita come il sole

Ramen.

Marco Manconi

(dal gruppo Facebook "Pastafariani Italiani", 21 gennaio 2015, link)

Disegno originale dell'autrice.

Quando del mondo che noi conosciamo
non v'era traccia, né c'era un umano,
un'entità esisteva pensante:
il Prodigioso Spaghetto Volante.

Egli aleggiava nel Nulla assoluto
e di sé era assai compiaciuto,
mai fu per lui alcuna noia o tristezza,
solo uno stato di perenne ebbrezza.

Ma fu il suo animo allegro e beone
colto, d'un tratto, da gran confusione
poiché dall'alcool fu tosto offuscato
e in seguito a ciò diede vita al Creato.

Le sue propaggini, or rapide, or lente,
Egli agitava inconsapevolmente
mentre giaceva dal riso riverso:
ne scaturì l'intero Universo.

Quando si accorse di quanto successo,
più non poteva arrestare il processo:
decise dunque di stare a vedere
per dieci minuti... poi riprese a bere.

Egli non dà dunque peso o attenzione
a ciò che l'umano fa per religione;
aver buona birra è ciò che gli basta,
certo, ancor meglio se c'è della pasta.

Noi siamo qui ora per dimostrare
quanto la volontà nostra può fare,
non per vantarci al cospetto divino
bensì per ornare il paesaggio alpino

con un gran simbolo di frittellanza
che inviti il viandante alla tolleranza.
Possa esso sempre indicare la via
e interferire con Radio Maria.

Saccheggiassaggi Tuttofare Tuttatofu
Sciamagna della Montagna


Questo testo è stato scritto e recitato dall'autrice in occasione della "Grande Erezione" del Sacro Liscafisso sulla cima del Monte Dolada, nelle Dolimiti bellunesi, il 15 agosto 2015.

Capitan Pelletto, in un momento di beatitudine in seguito al tocco della sua spaghettosa appendice, ha creato questi 4x4=16 versi, numero "sacro" del pastafarianesimo secondo il Pappa Al Zarkawi.

A Te Prodigioso

A Te che sei Spaghetti... a Te che sei Polpette...
a Te che per davvero non ci fai marionette.
Te che creasti la Terra con noi tuoi eletti
e ci dotasti di testa per poter star retti.

Con quattro equazioni la luce fu fatta
e con una, elegante, la gravità eretta.
Poi lo spazio-tempo con la sua metrica
e restante scienza che non crediamo eretica.

Creasti, in Eden, cervogia montagna
che ben accompagna la sugosa lasagna.
In loco stesso voluttuosa fabbrica eretta venne
adattabile, per gusti, sia a cavatelle che a penne.

Nonostante ciò, gli eretici ancora son molti
e "preferiremmo davvero evitassero" feriti e morti.
In mentre, a chi ci ascolta e senza menar alcuno,
diffondiamo il tuo nome... dal secolo ventuno.


(dal gruppo Facebook "Pastafariani Italiani", 22 gennaio 2015, link)