Disegno originale dell'autrice.

Quando del mondo che noi conosciamo
non v'era traccia, né c'era un umano,
un'entità esisteva pensante:
il Prodigioso Spaghetto Volante.

Egli aleggiava nel Nulla assoluto
e di sé era assai compiaciuto,
mai fu per lui alcuna noia o tristezza,
solo uno stato di perenne ebbrezza.

Ma fu il suo animo allegro e beone
colto, d'un tratto, da gran confusione
poiché dall'alcool fu tosto offuscato
e in seguito a ciò diede vita al Creato.

Le sue propaggini, or rapide, or lente,
Egli agitava inconsapevolmente
mentre giaceva dal riso riverso:
ne scaturì l'intero Universo.

Quando si accorse di quanto successo,
più non poteva arrestare il processo:
decise dunque di stare a vedere
per dieci minuti... poi riprese a bere.

Egli non dà dunque peso o attenzione
a ciò che l'umano fa per religione;
aver buona birra è ciò che gli basta,
certo, ancor meglio se c'è della pasta.

Noi siamo qui ora per dimostrare
quanto la volontà nostra può fare,
non per vantarci al cospetto divino
bensì per ornare il paesaggio alpino

con un gran simbolo di frittellanza
che inviti il viandante alla tolleranza.
Possa esso sempre indicare la via
e interferire con Radio Maria.

Saccheggiassaggi Tuttofare Tuttatofu
Sciamagna della Montagna


Questo testo è stato scritto e recitato dall'autrice in occasione della "Grande Erezione" del Sacro Liscafisso sulla cima del Monte Dolada, nelle Dolimiti bellunesi, il 15 agosto 2015.

Capitan Pelletto, in un momento di beatitudine in seguito al tocco della sua spaghettosa appendice, ha creato questi  4x4=16 versi, numero "sacro" del pastafarianesimo secondo il Pappa Al Zarkawi.

A Te Prodigioso

A Te che sei Spaghetti... a Te che sei Polpette...
a Te che per davvero non ci fai marionette.
Te che creasti la Terra con noi tuoi eletti
e ci dotasti di testa per poter star retti.

Con quattro equazioni la luce fu fatta
e con una, elegante, la gravità eretta.
Poi lo spazio-tempo con la sua metrica
e restante scienza che non crediamo eretica.

Creasti, in Eden, cervogia montagna
che ben accompagna la sugosa lasagna.
In loco stesso voluttuosa fabbrica eretta venne
adattabile, per gusti, sia a cavatelle che a penne.

Nonostante ciò, gli eretici ancora son molti
e "preferiremmo davvero evitassero" feriti e morti.
In mentre, a chi ci ascolta e senza menar alcuno,
diffondiamo il tuo nome... dal secolo ventuno.


(dal gruppo Facebook "Pastafariani Italiani", 22 gennaio 2015, link)

 

Pasta Nostra 
Che ci fai fieri 
Sia insaporito il tuo nome 
Sia al dente la tua soavità 
Come in acqua così al forno 
Dacci oggi il nostro pranzo quotidiano 
E servici anche la cena 
Come noi la serviamo ai veri intenditori 
E non ridurre la tua dose 
Ma lievita come il sole 

Ramen.

Marco Manconi

(dal gruppo Facebook "Pastafariani Italiani", 21 gennaio 2015, link)

Il precetto fondamentale del Pastafarianesimo è la TOLLERANZA. 

Questa tolleranza è incarnata dal fatto che il Prodigioso di noi se ne frega, perché è sempre impegnato a fare qualcos'altro (oppure è ubriaco) quindi FIGURATI che gliene frega a lui di quel che mangi.
In ogni caso essere vegana non significa che non mangi spaghetti (quindi non vedo il problema) e anche se non mangiassi spaghetti, per la teoria della Transustansiazione del Tortellino quando ingerisci un prodotto da impasto, diventa comunque "spaghetto", il che include persino il Seitan o il Cioccolato, ma anche se (non è il tuo caso) qualcuno si nutrisse di sola carne cruda, ricordo a tutti che noi rifiutiamo la teoria atomica e consideriamo l'universo costituito da microscopici spaghetti (per approfondimenti cerca "la teoria delle stringhe").
Per concludere, ribadisco, al Prodigioso non gliene frega nulla ne di te, né di quel che fai. 

Se puoi, cerca di seguire i "preferirei tu evitassi di" ma neanche quello è obbligatorio.

Ramen!