A te che hai creato il mondo nell'ebbrezza, 

è un'ebbrezza viverlo così com'è.

A te che mi tocchi con tentacoli di sapore, 

è gustoso sedere alla tua gioiosa mensa. 

Gaudio magno, tributo e letizia, 

schioccare la lingua nella schiuma di malto 

che a boccali mesciamo tra noi.

Ogni giorno, il giorno 

è uno spaghetto avvolto alla forchetta, 

polpetta che scotta con labbra sorridenti.

Ogni notte rotonda 

profuma di vino 

e il sonno che polpa visiona di te. 

Prodigioso Spaghetto Volante, 

tollerante dio della ragione, 

della ragione critica pura e impura,

della risata libera e pacifica, 

benedici il mio vascello che salpa alla ricerca di nuovi amici

con cui condividere la salsa.

Pirati e pionieri, su la rete, su le nuvole!

Benda l'occhio stolto, apri la mente aperta. 

E che tutto ciò che accada

sia caldo, sia buono, sia semplice

come quel piatto di pasta fumante per il quale

mi capirai

non è più tempo di pregare.

RAmen

(Anonimo pastafariano, 25 novembre 2014)